18 giugno 2013 CAMBIA LA VITA NEL CONDOMINIO UNISCITI A NOI IN DIFESA DEI DIRITTI DEI CONDOMINI

18 giugno 2013 CAMBIA LA VITA NEL CONDOMINIO UNISCITI A NOI IN DIFESA DEI DIRITTI DEI CONDOMINI

mercoledì 10 settembre 2014

Collegato Ambiente: prima legge italiana per la green economy

Approvato dalla VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera il Collegato Ambiente: i dettagli della prima legge italiana per la green economy. (FONTE PMI)

Via libera della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera il Collegato Ambiente (disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità 2014). Grazie all’approvazione di alcuni emendamenti, ora la prima legge italiana per la green economy prevede un Fondo di investimento da 1 miliardo per l’economia verde e nuove regole sullo smaltimento degli impianti fotovoltaici, oltre ad un giro di vite sull’abusivismo edilizio. L’obiettivo del Ddl è di introdurre disposizioni in materia ambientale volte a promuovere misure a favore della green economy e  per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

 => I contenuti del Ddl Green Economy

Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente e co-relatore del provvedimento insieme ad Alessandro Bratti (Pd), commentando l’approvazione del Collegato Ambiente alla Legge di Stabilità 2014 ha dichiarato:
«Con la conclusione dell’esame in commissione, oggi di fatto nasce la prima legge italiana per la green economy. Abbiamo lavorato intensamente sia con il Governo che con le forze politiche di maggioranza e di opposizione e il risultato consente di consegnare all’esame dell’Aula un testo innovativo e interessante, che allinea l’Italia tra i Paesi di testa dello sviluppo sostenibile».
Il Collegato Ambientale contiene «misure interessanti e del tutto inedite. Penso aldivieto di fracking che diventa legge per la prima volta, o alla delega al Governo per il pagamento dei sistemi ecosistemici e ambientali. Oppure alle logiche incentivanti per la premialità della raccolta differenziata che sostengono i Comuni virtuosi e gli consentendo di diminuire le tasse ai cittadini. Oppure, ancora, l’avvio di iniziative sperimentali come il vuoto a perdere negli esercizi pubblici, per diminuire l’uso della plastica, o delle aree “oil free zone” nelle quali incentivare l’autosufficienza energetica senza uso di fonti fossili.
Di rilievo anche gli incentivi per gli appalti verdi e per l’utilizzo dei materiali derivanti da riciclo e riuso nelle pubbliche amministrazioni, nonché le misure sulla riorganizzazione delle autorità di bacino e l’avvio della strategia nazionale per legreen communities».
Un provvedimento «organico e adeguato, in grado anche di innescare la nascita di nuove filiere produttive nel campo della sostenibilità e della tutela ambientale, che ora speriamo possa passare rapidamente all’esame dell’Aula anche in forza del positivo clima di collaborazione tra le forze politiche riscontrato in sede di Comitato ristretto e di Commissione».
 Fondo di investimento
Con un emendamento dei relatori approvato dalla VIII Commissione viene istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Cassa depositi e prestiti unFondo italiano investimenti Green Communities. Il plafond messo a disposizione, pari a 1 miliardo di euro, viene garantito:
  • per almeno il 51% dalla Cdp ;
  • per almeno il 20% dal MEF, sulla base delle risorse della programmazione Ue 2014/2020;
  • il 29% viene allocato sul mercato.

Sistemi produttivi locali

Un emendamento proposto dal Pd (con Chiara Braga come prima firmataria) prevede un Piano per la qualificazione ambientale dei prodotti dei sistemi produttivi locali, i distretti industriali e le filiere nazionali. In questo ambito verranno:
  • definite azioni e fornite indicazioni tecniche ed operative per il miglioramento della competitività del sistema produttivo nazionale puntando sui prodotti sostenibili;
  • promosse le collaborazioni tra i soggetti interessati;
  • agevolato l’utilizzo di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi volti a migliorare gli aspetti prestazionali dei prodotti e la riduzione degli impatti ambientali durante il loro ciclo di vita.
Per diventare operativo il Piano dovrà essere adottato con decreto del ministro dell’Ambiente di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico, sentiti i ministri dell’Economia e delle finanze e delle Politiche agricole e forestali entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Collegato Ambiente.

Fotovoltaico

Con un altro emendamento presentato dai relatori vengono poi introdotte nuove regole per lo smaltimento a fine vita degli impianti fotovoltaici: per i pannelli fotovoltaiciche verranno immessi a consumo successivamente all’entrata in vigore del decreto, sia in ambito domestico che professionale, i sistemi individuali e collettivi adotteranno unsistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geo-localizzazione, così da assicurare la corretta gestione del loro smaltimento finale. Le tipologie di tali sistemi sono quelle già stabilite dal GSE nel Disciplinare Tecnico del dicembre 2012 in attuazione delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti.

=> Il Destinazione Italia è legge: Rinnovabili e incentivi per PMI

Abusivismo edilizio

Con il Collegato Ambiente il Governo dichiara guerra all’abusivismo edilizio con l’obbligo per le Amministrazioni a pretendere il pagamento delle sanzioni in caso di abusi edilizi pena l’assunzione di responsabilità per inadempienza da parte degli stessi amministratori, con decurtazioni degli stipendi.

=> Condono Edilizio 2014: novità e informazioni

Appalti verdi

Il Collegato Ambiente interviene anche in termini di appalti verdi e rilancio dei programmi di investimento per la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture idriche con l’obiettivo di sensibilizzare l’economia e la società italiane verso il ruolo chiave che hanno per lo sviluppo e la competitività del Paese le soluzioni che pongono al centro l’ambiente e la green economy.

 => Ddl Green Economy: appalti verdi e semplificazioni

Fracking

Una delle novità del Ddl è il divieto ufficiale per legge di Fracking per le aziende su tutto il territorio nazionale italiano, pena la rendicontazione delle proprie azioni al Governo.

Altre novità del Collegato Ambiente

Tra le altre novità del Collegato Ambiente troviamo quelle in termini di:
  • raccolta differenziata, dal Ddl è stata eliminata qualsiasi ipotesi di riduzione degli obiettivi di raccolta differenziata e sono invece state rinforzate le misure per il recupero e il riciclo delle materie prime seconde e per la riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Vengono poi introdotte agevolazioni sulle tasse sui rifiuti per i Comuni virtuosi;
  • disposizioni a sostegno della mobilità sostenibile;
  • vuoto a rendere, fortemente voluti dal Movimento 5 Stelle i sette articoli approvati che danno il via alla sperimentazione di sei mesi del vuoto a rendere, ovvero per gli imballaggi di acque e birra negli esercizi commerciali pubblici;
  • Valutazione di impatto sanitaria, una volta entrato in vigore il decreto, per ogni nuova autorizzazione richiesta di ogni nuova opera o nuovi impianti verrà richiesta a Valutazione di impatto sanitaria con una previsione dell’impatto sulla salute dei cittadini;
  • smaltimento dei reflui oleari, che potranno essere versati nell’impianto fognario in caso di trattamento e di origine regionale delle olive;
  • inceneritori con lo stop alla possibilità per quelli che non hanno più rifiuti di riceverne da fuori la regione;
  • case mobili, per le quali diviene necessaria la richiesta di autorizzazione per essere collocate nei luoghi di pregio e turistici    

lunedì 8 settembre 2014

TASI 2014: i Comuni con sconti ed esenzioni


Quasi tutti i Capoluoghi di Regione (tranne L’Aquila, Potenza e Palermo) e più della metà degli altri Comuni italiani hanno deciso le aliquote TASI 2014 pubblicando la delibera IUC sul sito del Dipartimento delle Finanze. Le delibere approvate e inviate sono circa 5mila:  poche ore dal termine del 10 settembre, mancano dunque 3mila amministrazioni all’appello. Pecisazione importante: i Comuni devono inviare le delibere entro il 10 settembre ma il sito delle Finanze ha tempo fino 17 settembre 2014 per pubblicarle. Significa che prima non si potrà disporre di l’elenco aggiornato e definitivo.

=> TASI: calendario scadenze su aliquote e bilanci

In media, l’aliquota sulla prima casa sfiora il 2 per mille (1,94 per mille) rispetto allo 0,1% standard. Secondo dati Caf Acli per il Sole 24 Ore su 4mila delibere, i Comuni con che hanno previsto l’esenzione TASI sulla prima casa sono il 15%. In tutti gli altri l’imposizione è intorno allo 0,2%, mentre l’11% ha superato il 2,5 per mille. Nel 43%dei casi sono state decise detrazioni e agevolazioni.

=> TASI vs. IMU: tasse a confronto

Ricordiamo che i Comuni possono azzerare o alzare l’aliquota base fino a un massimo dello 0,25%. C’è poi la possibilità di un’ulteriore maggiorazione TASI-IMU dello 0,08% fino allo 0,08% da applicarsi spalmandola su prime case o altri immobili o scegliendone solo una delle due (non su entrambe). Quindi, l’aliquota sulla prima casa può arrivare allo 0,33%, oppure la somma IMU-TASI sugli altri immobili può raggiungere l’1,14%. Con le entrate della maggiorazione, si finanziano le agevolazioni sulla prima casa.

In generale, nei Comuni in cui l’aliquota è più alta ci sono anche le agevolazioni (concentrate in genere su prime case di modesto valore o su redditi bassi), mentre altre amministrazioni hanno lasciato le aliquote basse senza però prevedere detrazioni. Segnaliamo una serie didelibere particolarmente convenienti per chi possiede immobili.
·         Positano: La TASI è pari a zero, sia sulle prime case sia sugli altri immobili. In pratica, i proprietari di abitazioni principale non pagano nulla, sugli altri immobili si paga solo l’IMU (che resta allo 0,86%, lo stesso livello 2013). Il Comune aveva già esentato i contribuenti dalla TASI per gli immobili diversi dall’abitazione princiale in tempo per l’acconto di giugno, mentre ora hanno esentato anche le prime case. Il Comune ha potuto prendere questa decisione grazie a un bilancio 2013 in attivo (avanzo di 1,3-1,4 miliardi). Il caso ha avuto anche un notevole successo mediatico, e l’esempio del comune della costiera amalfitana è già stato seguito da altri sindaci: fra gli altri, San Lorenzo Del Vallo (Cosenza), e Casoria (Napoli).
=> Approfondisci la TASI a Positano
·         Chieti: aliquote IMU agevolate per chi svolge attività di impresa e per iprofessionisti. L’aliquota è allo 0,9% per uffici, negozi e laboratori (categoria catastali A10, C1 e C3). Se poi queste attività si trovano nel centro storico, l’aliquota scende ulteriormente allo 0,8%. Per tutti gli altri immobili idiversidalla prima casa, l’IMU è all’1,06%, ma non si paga la TASI, applicata solo alle prime case. L’aliquota TASI è fissata allo 0,29% (0,25% più 0,05% di maggiorazione), e cui si aggiunge un ulteriore 0,04% se il soggetto passivo è una persona fisica. Ci sono una serie di agevolazioni, per rendite catastali basse e famiglie con figli.
·         Terni: non c’è ancora delibera del consiglio, che se non procederà entro i prossimi due giorni sarà fuori tempo massimo per la scadenza del 16 ottobre. La delibera di giunta ha azzerato la TASI per le start up 2014, ovvero le attività produttive nate quest’anno, a patto che creino nuovi posti di lavoro. Per ora l’agevolazione è limitata alle industrie, ma non si eslcude in un secondo tempo di ampliarla anche alle nuove attività commerciali.
·         Monterotondo Morattimo (Grosseto): non c’è ancora la delibera sul sito delle Finanze, ma si tratta di uno dei comuni che con ogni probabilità ce la farà sul filo del rasoio visto che il consiglio è stato convocato per oggi, lunedì 8 settembre. E la proposta di giunta è sulla stessa linea di Positano: niente TASI.
Infine, quale previsioni su quanto peserà la TASI sulle imprese. Secondo ilCodacons, per aziende, uffici, negozi e capannoni le tasse sugli immobili 2014 supereranno l’IMU 2013 per circa un miliardo. Secodno i calcoli della Cgia di Mestre, il rincaro sarà intorno a 1,6 miliardi. Il confronto è in entrambi i casi sul 2013, anno in cui le prime case non hanno pagato l’IMU ma le attività produttive sì (quindi il confronto è sensato). Si tratta però di un calcolo del tutto teorico, basato non sulle reali delibere ma sulla possibilità riconosciuta dalla legge di applicare la maggiorazione dello 0,08%. In pratica, la Cgia ha preso le aliquote IMU 2013 e ha ipotizzato che le amministrazione applichino in massa la maggiorazione dello 0,08% agli immobili d’impresa.

Scadenze


Chi comunica approva e invia alla piattaforma telematica del ministero le delibere TASI entro il 10 settembre chiamerà i contribuenti alla cassa per l’acconto entro il 16 ottobre. I Comuni che non rispetteranno la scadenza  incasseranno il tributo sui serizi indivisibili in un’unica soluzione, insieme al saldo IMU-TASI entro il 16 dicembre. Naturalmente, per i contribuenti che hanno già versato l’acconto in giugno il prossimo appuntamento è con il saldo di dicembre.
Fonte PMI 8 settembre Barbara WEISZ

sabato 6 settembre 2014

La gestione contabile del condominio

L’articolo 11 della legge 220/2012 ha inserito nel codice civile l'art. 1130-bis,relativo al rendiconto condominiale annuale, con la finalità di assicurare maggiore trasparenza nella gestione contabile dell’amministratore.
Il rendiconto deve contenere una serie di specifiche voci contabili indispensabili alla ricostruzione e al controllo della gestione dell’amministratore da parte di ogni condomino. In particolare, si prevedono come elementi imprescindibili del rendiconto: il registro di contabilità; il riepilogo finanziario; una sintetica nota di accompagnamento, esplicativa della gestione annuale. L’assemblea condominiale può, in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell'amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà. L'assemblea può anche nominare, oltre all'amministratore, un consiglio di condominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha funzioni consultive e di controllo.

martedì 26 agosto 2014

TASI al rush finale: metà Comuni senza delibera

       

Solo 3mila 600 Comuni hanno deciso le aliquote TASI 2014, negli altri senza delibera entro il 10 settembre salta l'acconto di ottobre e si paga tutto a dicembre: il punto della situazione.



Il rientro dalle vacanze degli Italiani rischia di esser contrassegnato da un nuovo caos IMU-TASI: entro il 10 settembre i Comuni devono varare le delibere con le aliquote 2014per permettere ai contribuenti di versare le tasse sulla casa (scadenza del 16 ottobre) ma, a due settimane dal termine, manca all’appello oltre la metà delle amministrazioni. Scorrendo la tabella del ministero delle Finanze, fra i capoluoghi di regione non si trovano ancora l’Aquila, Potenza, Catanzaro, Milano, Campobasso, Palermo, Perugia. In alcuni casi, come nel capoluogo lombardo, la delibera è in dirittura d’arrivo (approvata dalla giunta, deve passare in consiglio comunale).

Delibere pronte

Resta il fatto che su 8mila Comuni sono circa 3.600 le delibere pubblicate sul sito delle Finanze, cifra che fra l’altro comprende gli oltre 2mila enti che avevano già deciso entro maggio, e nei quali i contribuenti hanno pagato l’acconto TASI in giugno. Se a questo si aggiunge che ogni singola amministrazione ha stabilito regole diversein materia di aliquote, maggiorazioni, tipologie di prime case a cui si applicano eventuali agevolazioni e casi particolari, il caos per il contribuente è assicurato.

=> Stangata TASI: nuova IMU senza detrazioni

Situazione aggiornata

Ricordiamo brevemente la situazione. Ci sono circa 2.200 Comuni in cui, oltre all’IMU, è stato già pagato anche l’acconto TASI entro il 16 giugno, perché le delibere erano arrivate in tempo utile (fra gli altri Napoli, Bologna, Udine, Genova, Ancona, Torino, Bari, Cagliari, Trento, Perugia, Aosta e Venezia): in questi casi il prossimo appuntamento è a dicembre, per il saldo. Negli altri Comuni la scadenza per l’acconto TASI è il 16 ottobre, ma solo se c’è una delibera definitivamente approvata entro il 10 settembre. Se il Comune non delibera in tempo i contribuenti pagheranno tutto in un’unica soluzione adicembre.

Dunque, si assiste a una nuova corsa in molteplici amministrazioni. Fra le città più importanti segnaliamo che Roma ha tenuto allo 0,25% l’aliquota sulla prima casa applicando la maggiorazione dello 0,08% agli immobili diversi dall’abitazione principale, che pagano quindi l’1,14%.

=> TASI-IMU, la delibera di Roma per il 2014

Molto simili le decisioni di Milano, dove la delibera non è ancora ufficiale ma dovrebbe arrivare in tempo: la giunta ha stabilito uno 0,25% sulla prima casa e l’1,14% per gli altri immobili. Le agevolazioni sulla prima casa, però, sono diverse nei due comuni (in generale, ogni singola amministrazione ha stabilito regole differenti, quindi il consiglio per il contribuente è sempre lo stesso: controllare con attenzione la delibera del proprio comune per sapere quanto pagare).

=> TASI 2014, le decisioni del comune di Milano

I Comuni ritardatari si concentrano soprattutto nelle seguenti regioni: Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia. Non è sempre agevole leggere le delibere comunali: in alcuni casi le amministrazione ne hanno emessa una sola per IMU e TASI, in altri ci sono invece documenti separati. Se disponibili, si consiglia di consultare anche le guide operative e i prospetti che i comuni hanno eventualmente pubblicato.

=> Tasi e IMU, come leggere le delibere comunali

Un’altra considerazione riguarda le delibere TASI dubbie: il ministero delle Finanze a fine luglio ha emesso una circolare di chiarimenti in seguito a una serie di errori di alcune amministrazioni. Ricordiamo che la regola generale, contenuta nel Dl 16/2014 convertito dalla legge 68/2014, prevede che il comune possa applicare la maggiorazione dello 0,08 o alle prime case, portando quindi la relativa aliquota allo 0,33%, oppure agli altri immobili, alzando quindi la somma delle aliquote IMU e TASI all’1,14%. Non è in alcun modo possibile applicare la maggiorazione sia alle prime case sia agli altri immobili.

=> TASI: come si applica la maggiorazione dello 0,08%


Fonte PMI z -  Barbara weisz 26 agosto 2014

Stangata TASI: nuova IMU senza detrazioni

L'effetto delle minori detrazioni TASI rispetto all'IMU sui conti di imprese e famiglie italiane.

Dopo l’IMU il nuovo salasso degli italiani si chiama TASI, una tassa che peserà sulle tasche dei contribuenti addirittura di più della precedente imposta sugli immobili. In media gli italiani dovranno pagare 231 euro l’anno di TASI che praticamente non prevede detrazioni, come invece avveniva con l’IMU. Questa differenza farà sì che 5 milioni di famiglie che prima erano esonerate dal balzello ora siano chiamate a versare il proprio contributo, anche in caso di immobili con basse rendite catastali. La metà delle famiglie che grazie alle detrazioni IMU non pagava alcuna imposta sugli immobili potrà ancora contare su una detrazione minima, andando a pagare in media 118 euro all’anno. E se la situazione per le famiglie è difficile, per le imprese si fa addirittura critica, dovendo pagare in totale oltre un miliardo di euro.
A lanciare l’allarme sono stati il Codacons, Federconsumatori e Adusbef. Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, il fatto che le famiglie che prima non pagavano l’IMU per via delle detrazioni previste debbano invece pagare la TASI rappresenta
«L’aspetto più vergognoso ed intollerabile, che purtroppo conferma ciò che avevamo denunciato fin dal primo momento».
Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, sottolinea poi come rispetto all’IMU la TASI rappresenterà una vera e propria stangata per imprese, uffici, negozi e capannoni:
«Tutte le proiezioni ci dicono che la TASI finirà per pesare sulle tasche degli italiani più dell’IMU, ma ciò che è davvero grave è che questa tassa inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio basso rispetto a quelle con reddito elevato. Questo perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’IMU, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla TASI rispetto alla vecchia imposta»
Fonte PMI NOEMI RICCI del 26 agosto 2014

NEWS: novità martedì 26 Agosto 2014

Interessi di moraEquitalia: rateazione precompilata per le cartelle esattoriali
PMI sempre più in ritardo sulle scadenze fiscali: Equitalia annuncia l'arrivo della rateazione precompilata delle cartelle esattoriali. »
Scadenze fiscaliScadenze fiscali di agosto dopo la pausa estiva
Finita la pausa estiva del Fisco: ecco tutti gli adempimenti che attendono i contribuenti. »
Ritardo pagamentiRitardo nei pagamenti per 3 imprese su 5
Aumentano i ritardi nei pagamenti tra le imprese, soprattutto quelli gravi oltre i 30 giorni: l'analisi della rischiosità aziendale in Italia di CRIBIS D&B. »
TASITASI: aliquote entro il 10 settembre per l'acconto nei Comuni
Delibere TASI 2014 entro il 10 settembre per i Comuni senza IUC a giugno: il punto della situazione sull'acconto. »
News regionali
Smart City Exhibition 2014Smart City Exhibition 2014: i bandi in scadenza
Bandi promossi da Smart City Exhibition 2014 e FORUM PA: call di idee aperte fino al 19 settembre. »
FinanziamentiNuovi bandi per le imprese toscane
Presentazione dei bandi avviati a favore delle imprese toscane nel corso di un seminario il 5 settembre: ecco il programma. »
Articoli e Tutorial
BlackBerry Z30Smartphone business: BlackBerry Z30
Smartphone top di gamma dedicato al professionista, BlackBerry Z30 è anche “bello” e facile da usare: il test e tutte le funzionalità. »
Bed BreakfastCome aprire un Bed & Breakfast
Come aprire un Bed & breakfast seguendo i regolamenti regionali: nessun vincolo, pochi obblighi e tanta buona volontà per diventare imprenditori in pochi passi. »
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La tecnologia al centro del business in Italia
In Italia i dispositivi tecnologici e l’innovazione digitale si confermano driver di business semp... »
Contributi per la connettività delle PMI di Varese
La Camera di Commercio di Varese promuove l'innovazione nelle PMI attraverso un bando che mette a d... »
Eventi
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Milano, Padova, Roma e Napoli - dal 09/04/2014 al 16/10/2014
Workshop in quattro tappe, per approfondire i temi chiave della dematerializzazione: fatturazione elettronica, conservazione digitale, gestione documentale, firma grafometrica e avanzata. »
Smart Energy Expo
Verona - dal 08/10/2014 al 10/10/2014
Prima Fiera Internazionale sull'efficienza energetica e la white-green economy, giunta alla sua seconda edizione. »
Philip Kotler Marketing Forum 2014
Assisi - 20/09/2014
I consigli di Kotler per sviluppare il mondo del marketing italiano »
Smart Energy Expo
Verona - dal 08/10/2014 al 10/10/2014
Prima Fiera Internazionale sull'efficienza energetica e la white-green economy, giunta alla sua seconda edizione. »
Verona Efficiency Summit
Verona - dal 08/10/2014 al 11/10/2014
Efficienza energetica e white-green economy al centro di un nuovissimo summit »

lunedì 25 agosto 2014

Milano e i suoi immobili abbandonati: viaggio tra gli spazi in degrado, nella periferia sud della città

A giugno il Comune ha pubblicato un registro speciale che contiene 160 immobili privati in degrado. Così Palazzo Marino cerca di accelerarne la rinascita, alla viglia di Expo

(Il Ghirlandaio) Milano, 22 ago -Nel centro città sono molto più numerosi di quanto si possa immaginare. Pensate allora di quanti ruderi siano costellate le strade meno centrali di Milano, e ancor più quelle di periferia. Ruderi che sono spesso a cielo aperto e senza protezioni adeguate, altre volte invece sbarrati o, comunque, più difficilmente accessibili. Situazioni complesse per i residenti, che in alcuni casi si battono da anni per vedere la fine di un degrado che ha come protagonisti edifici o aree rurali di proprietà privata, inutilizzati da tempo.
Palazzo Marino ha fatto così un primo passo verso la soluzione: ha istituito e pubblicato online ilregistro degli immobili abbandonati, circa 160 disseminati in tutte le nove zone della città. L'iniziativa, lanciata lo scorso giugno, sembra già aver imboccato la strada giusta. “C'è gente che ci sta chiamando per inserirne degli altri (immobili abbandonati, n.d.r.) e stiamo anche avendo la reazione che ci aspettavamo, cioè di attivazione da parte delle proprietà” ha detto al Ghirlandaio la vicesindaco e assessore all'urbanistica Ada Lucia De Cesaris. “Man mano che partiranno degli interventi e che ci saranno delle volontà di recupero e di rigenerazione, daremo spazio e pubblicità anche a questo. Il nostro obiettivo non è punire, ma spingere affinché le proprietà intervengano per ridare qualità alla città e rimettere in uso spazi di cui la città ha bisogno”.
Ma se i proprietari non interverranno, soprattutto dopo aver ricevuto le lettere di diffida, l'amministrazione comunale potrebbe mettere in pratica uno degli articoli del nuovo regolamento edilizio e deciderne la riconversione in immobile pubblico. Certo è che gli interventi sono necessari e anche in tempi rapidi, non solo in vista di Expo. Quando ci si allontana dal centro, gli spazi abbandonati si fanno, naturalmente, più numerosi. Sono soprattutto immobili industriali di cui pullula, tanto per cominciare, la zona sud, dove continua la seconda tappa del viaggio del Ghirlandaio: molte ex fabbriche, alcune meno note, alcune invece molto famose. Come la ex Plasmon, nell'ultimo tratto di quella via Cadolini, a venti minuti a piedi da Porta Romana, dove si contano anche altre realtà ben più tormentate. Poco dopo l'edificio della ex Plasmon, dismessa vent'anni fa, via Cadolini incrocia via Verne. Questo luogo, indicato nel registro del Comune come “area in zona industriale artigianale”, si è trasformato negli ultimi anni in una brutta discarica di qualsiasi rifiuto, oltre che in un rifugio per senzatetto e nomadi, sgomberato spesso dalla polizia.
Da qui, il percorso che vi può portare alla scoperta dei molti immobili abbandonati può proseguire verso est, dopo aver incrociato l'area di via Maspero, vicino al tormentato mercato ortofrutticolo. Da lì si procede verso via Mecenate, facendo una pausa davanti allo scheletro di via Malipiero, una mancata (e travagliata) residenza universitaria finanziata già dalla Regione. A un passo da lì, nella stessa via, c'è lo spazio un tempo occupato da Bodeguita Social e, qualche metro più in là, quello in cui avrebbe dovuto sorgere una seconda residenza universitaria, nella via Quintiliano dove rimangono gli spazi inutilizzati di un'azienda di trasporti. Se ci si immette poi in via Mecenate, la vostra ricerca di spazi abbandonati vi obbligherà a fermarvi spesso. Al numero 84 si estende un ex complesso industriale, con capannoni e uffici, a ridosso di un'area che è invece tornata a vivere grazie alla riconversione di storici spazi industriali come gli East End Studios.
Esattamente di fronte si estende un'area che raccoglie numerosi edifici in disuso, tra il numero 77 e il 93: tra gli altri, i i vecchi uffici della Fabbri Editore. A questi vanno aggiunti gli spazi in degrado di via Fantoli 3, anch'essi un tempo uffici. Spostandoci più a sud, tra la costellazione di ruderi che s'incontrano basti citare le baracche di via Bonfadini, case di rom più volte sgomberate (e che ricordano vicende simili a quelle del campo abusivo di via Forlanini), e l'ex area Pirelli di via dei Pestagalli. Numerose zone in degrado anche tra i quartieri Rogoredo e Corvetto: dalla cosiddetta cascina Palma al parcheggio sotterraneo di via Gaggia, di fianco a un'area anch'essa in stato di degrado.
Nel risalire da piazzale Corvetto a piazzale Lodi, chi abita nella zona ricorda sicuramente l'immobile di via Oglio che sorge a lato degli uffici comunali, a pochi passi dalla metropolitana gialla di Brenta. Da lì, il vostro percorso può procedere verso ovest. In via Riva di Trento il verde incolto ha ormai occupato tutta l'area, un tempo uffici. È questa l'anticamera di una serie di spazi che da lì sono disseminati in tutto il quartiere, dalla vocazione industriale. Più d'uno gli edifici abbandonati nelle traverse di via Marco D'Agrate e via Quaranta, che sbocca direttamente sulla più famosa via Ripamonti. Qui, la cassetta delle lettere dell'immobile residenziale al numero 139, dalla quale perennemente fuoriescono volantini pubblicitari, è il biglietto da visita di un edificio davanti a cui passano centinaia di milanesi (e non) ogni giorno. Un tratto di strada tristemente noto anche perché proprio accanto c'è un altro immobile, vicino a cui non ci si sente affatto a proprio agio a causa dello stato di avanzato deterioramento dell'edificio.
E infine, ritornando verso il centro la tappa d'obbligo è ancora una volta in via Ripamonti, all'ex Provveditorato agli Studi che in molti ricordano bene. Sia perché, nell'immaginario collettivo, è diventato il (brutto) simbolo dei mali della scuola, sia perché è stato teatro di occupazioni e proteste da quando, sette anni fa, è stato abbandonato. Di quelle mobilitazioni è rimasta la grande scritta “9000 m2”: cioè i metri quadrati rimasti vuoti e tuttora di proprietà dell'Enpam, l'Ente nazionale di previdenza dei medici.
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