18 giugno 2013 CAMBIA LA VITA NEL CONDOMINIO UNISCITI A NOI IN DIFESA DEI DIRITTI DEI CONDOMINI

18 giugno 2013 CAMBIA LA VITA NEL CONDOMINIO UNISCITI A NOI IN DIFESA DEI DIRITTI DEI CONDOMINI

sabato 23 settembre 2017

Il certificato d'idoneità statica per i fabbricati esistenti da più di 50 anni. Il caso del Comune di Milano

Numerosi edifici residenziali non sono in grado di far fronte alla “domanda sismica”.



Fonte http://www.condominioweb.com/il-certificato-didoneita-statica.14149#ixzz4tWcctMWO
www.condominioweb.com 





Assemblea Condominiale:Cinque cose da verificare


ECCO COSA CHIEDERE ALL'AMMINISTRATORE DEL CONDOMINIO

1.Anagrafica condominiale
L'amministratore dovrà,  "curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento  comproprietario con …), comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza".
2.Registro dei verbali di assemblea e delle nomine e revoca dell'amministratore
Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell'assemblea, le deliberazioni nonché le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato.

3.Registro di cassa contabilità
Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate
4.Estratto c/c  bancario
Le registrazioni nel c/c debbono coincidere con quelle del registro cassa salvo le disponibilità non versate in banca e i pagamenti  in contanti ( piccole spese)

5.Rendiconto  di gestione ( periodo finanziario di riferimento)+prospetto fondi liquidi a chiusura gestione

giovedì 14 settembre 2017

Termovalvole, via alle sanzioni per chi non si adegua-Esenzioni



A breve scatteranno i controlli e chi non le ha installate rischia una multa da 500 a 2500 euro
Dal 1° luglio 2017 è in vigore a tutti gli effetti l’obbligo, per tutti i condomini ed edifici polifunzionali con impianto di riscaldamento centralizzato, di dotarsi di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione di calore.
A breve scatteranno i controlli e chi non si è adeguato rischia una multa da 500 a 2500 euro per ogni unità immobiliare.
Il Movimento Difesa del Cittadino denuncia la situazione di panico e confusione già scattata in molti condomini italiani e chiede una proroga dell’obbligo. “L’autunno è alle porte e molti edifici non si sono ancora adeguati ai nuovi obblighi soprattutto a causa della confusione sulla norma – sottolinea il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, Francesco Luongo”.
CHI DEVE INSTALLARLI – Dal 1 luglio 2017 i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione devono essere installati in tutti i condomini e gli edifici polifunzionali che hanno l’impianto centralizzato, a colonne montanti o ad anello, o riforniti da una rete di teleriscaldamento. È tenuto all’installazione di contabilizzatori diretti anche il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano che ha modificato l’impianto condominiale a colonne montanti, passando dai radiatori ai pavimenti radianti. Resta escluso chi ha il riscaldamento autonomo. Tuttavia, per gli impianti termici nuovi o ristrutturati, è prescritta l’installazione di dispositivi per la regolazione automatica della temperatura dell’ambiente, nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche.
A COSA SERVONO – Il loro funzionamento è piuttosto semplice, ma oltremodo efficace: in base al livello impostato (generalmente da 0 a 5) e grazie a dei sensori, aumentano, oppure diminuiscono, l’afflusso di liquido nel radiatore, regolando così la temperatura dell’ambiente domestico, evitando sprechi e dispersione di calore negli impianti centralizzati dei condomini. Sono inoltre in grado di rendere più omogenea la distribuzione dello stesso, nel caso di edifici multipiano dove, come capita spesso, ai piani più alti vi è un ritardo nel raggiungimento della condizione di comfort.
COSTI E SANZIONI – Se gli impianti più vecchi richiedono anche interventi sulla caldaia, in quelli più moderni, in genere, il costo si aggira intorno a 120 euro per ogni termosifone installato. Si tratta di cifre che rientrano nelle detrazioni fiscali per gli interventi finalizzati al risparmio energetico e che risultano sicuramente più soft delle sanzioni: da 500 a 2500 euro, in base alla regione, oltre all’obbligo di mettersi in regola.
QUANTO SI RISPARMIA – Il risparmio per chi ha già provveduto all’installazione delle termovalvole, invece, corrisponde in media al 20% del totale della spesa relativa al consumo di gas, pari a quasi 150 euro a nucleo familiare.
ESENZIONI – Il Mise ha precisato che qualora sussista un’impossibilità tecnica all’installazione di sottocontatori o una inefficienza in termini di costi e una sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali è possibile non adempiere a tale obbligo. Tale impossibilità o inefficienza deve essere documentata tramite apposita relazione tecnica (che può fare riferimento alla UNI EN 15459) di un progettista o un tecnico abilitato.
Se poi dovesse sussistere un impedimento anche per l’installazione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore da installare in corrispondenza a ciascun corpo scaldante deve essere prodotta una ulteriore relazione tecnica di un progettista o un tecnico abilitato con specifico riferimento alla UNI EN 15459.
Leggi anche:
Valvole termostatiche, arriva la “stagione” del risparmio. Slitta a giugno 2017 l’obbligo di installazione
Come staccarsi dal riscaldamento condominiale
       

domenica 10 settembre 2017

Modificata la legge regionale n. 33/2015 in materia sismica

ELENCO DEI COMUNI DELLA REGIONE LOMBARDIA CON INDICAZIONE DELLE RELATIVE ZONE SISMICHE E DELL’ACCELERAZIONE MASSIMA (AGMAX) PRESENTE ALL’INTERNO DEL TERRITORIO COMUNALE (O.P.C.M. 3519/06 E DECRETO MIN. INFRASTRUTTURE 14/01/08)
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TAGLIATI TRE PINI -ACCADE IN UN CONDOMINIO DI CREMENO


Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?
Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.
Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.
Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso

Read more at https://www.ideegreen.it/permesso-per-abbattere-un-albero-90035.html#TLLbsBr


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>ILCOMUNE DI CREMENO RICADE IN ZONA SISMICA 3
>Aggiornamento delle zone sismiche in Regione Lombardia

mercoledì 19 luglio 2017

Condominio, liti in blocco al giudice di pace


La Riforma della magistratura ordinaria approvata dal Consiglio dei ministri prevede che tutte le pendenze relative al condominio siano di competenza dei giudici di pace: cosa cambia


Controversie condominiali e procedimenti relativi a una serie di diritti di costruzione e di proprietà al giudice di pace: è una delle novità introdotte dal decreto legislativo di Riforma della magistratura onoraria approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri dello scorso 10 luglio. In pratica, tutte le liti condominiali saranno d’ora in poi di competenza dell’ufficio del giudice di pace, liberando così la magistratura ordinaria di una notevole mole di cause di modesto rilievo.

=> Condominio, ristrutturazioni e vendita

La modifica inserita dal decreto riguarda l’articolo 7 del codice di procedura civile, in base al quale diventano di competenza del giudice di pace:
“Tutte le cause in materia di condominio negli edifici, come definite ai sensi dell‘articolo 71-quater delle disposizioni di attuazione del codice civile”.
Se prima il giudice di pace si occupava solo di liti condominiali relative alla modalità d’uso dei servizi comuni, ora si occuperà dell’intera materia: diritti sulle parti comuni, innovazioni, lavori, spese e relative ripartizione, manutenzione, nomina e revoca dell’amministratore, impugnazione delle delibere dell’assemblea, regolamenti.

=> Diventare amministratore di condominio

Fra le altre competenze che la Riforma attribuisce ai giudici di pace: beni mobili fino a 30mila euro, risarcimento danni circolazione veicoli e natanti fino a 100mila euro, espropriazione presso terzi fino a 50mila euro, procedimenti di volontaria giurisdizione, in materie diverse dalla famiglia, inclusi gli affari di competenza del giudice tutelare, procedimenti in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, procedimenti di impugnazione o di opposizione avverso provvedimenti amministrativi.
La legge introduce poi una serie di nuove regole che riguardano il funzionamento della magistratura ordinaria, l’attribuzione e la durata degli incarichi (con un tetto di due quadrienni), i compensi. Un decreto che viene duramente contestato dalla categoria, l’Unione dei giudici di pace annuncia che gli scioperi (che hanno già bloccato in queste settimana circa 400mila udienze) proseguiranno, e riprenderanno anche a settembre con la riapertura delle attività giudiziarie.